Introduzione alla meditazione sul respiro

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La pratica

Un metodo tradizionale insegnato dal Buddha è quello di andare nella foresta e sedersi sotto un albero ed osservare semplicemente il respiro, se il respiro è lungo, notare che il respiro è lungo, se il respiro è corto, notare che il respiro è corto.

Mentre inspira ed espira il meditatore si esrcita nel
1- addestrare la mente a essere sensibili a (uno o più dei seguenti):
il corpo intero, i processi di rapimento (estasi), il piacere, la mente stessa
2 – addestrare la mente a concentrarsi su (uno o più dei seguenti):
incostanza, distacco, cessazione e rinuncia, stabilità, soddisfazione
Un popolare non-canonico metodo utilizzato segue quattro fasi:
-più volte il conteggio espirazioni in cicli di 10
-più volte il conteggio inspirazioni in cicli di 10
-concentrazione sul respiro, senza contare
-concentrazione solo sul luogo dove il respiro entra ed esce dalle narici (cioè, la narice e la zona labbro superiore).

Fonti moderne

In primo luogo, per avere successo nella pratica, si dovrebbe fissare l’obiettivo della sessione di meditazione. Si può decidere di praticare seduti o mentre si cammina o di alternare la seduta e la camminata. Poi ci si può concentrare sul respiro che passa attraverso il naso: la pressione nelle narici su ogni inalazione, e la sensazione del respiro che si muove lungo il labbro superiore ad ogni espirazione. Gli operatori possono scegliere di contare ogni inalazione, “1, 2, 3, …” e così via, fino a 10, e quindi iniziare nuovamente da 1. In alternativa la gente a volte conta l’espirazione, “1, 2, 3, …,” e altre volte sial’inspirazione che l’espirazione. Se il conteggio viene perso allora si deve ricominciare dall’inizio.

Un altro tipo di pratica (raccomandata nello Zen) è iniziamente contare “1, 2, 3, …” sulla inalazione per un pó, per poi passare poi a contare sulla espirazione, poi alla fine, una volta che si ha successo più consistente in tenere traccia del conteggio, iniziare a prestare attenzione al respiro senza contare.

Concludendo

Ci sono professionisti che contano il respiro per tutta la vita. I principianti sono spesso invitati a tenere una breve pratica quotidiana di circa 10 o 15 minuti al giorno.
Quando ci si distrae dal respiro, sia da un pensiero o qualcosa d’altro, allora si restituisce semplicemente la attenzione al respiro. Secondo me è proprio quest’ultimo tipo di attività che veramente ci aiuta ad “addestrare” la mente e che si verifica nel momento in cui i praticanti restituiscono la loro attenzione al respiro, dopo essersi distratti.
D

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About Davide

age 45, buddhist philosphy.

Posted on 21/07/2013, in Buddism and tagged , , . Bookmark the permalink. Leave a comment.

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