Monthly Archives: July 2014

Maha Prajnaparamita Sutra – Tangut Manuscript

Buddhism now

PrajnaparamitaFrom The Tangut Collection

Khara-khoto, 10th-13th century
Buddhist religious texts.
Institute of Oriental Manuscripts
Kozlov expedition 1909-1910.
BL #endangeredarchives @bl_eap

The Prajnaparamita Texts were composed in India between 100 BC and AD 600. They contain some of the most well known Buddhist texts such as Pañcaviṃśatisāhasrikā  (25,000 lines), Aṣṭasāhasrikā Prajñāpāramitā (8,000 lines), Perfection of Wisdom in 700 Lines, Heart Sutra, and Diamond Sutra.

The Tangut kingdom is one of the great lost civilisations of Asia. The kingdom, also known as Westen Xia, came to prominence in the 11th century and flourished until the early 13th century, when it was crushed by the armies of Genghis Khan. In that brief span, the Tanguts invented a new script, translated thousands of texts into their language, and pioneered the use of print technology, including moveable type. See more at: Tangut Manuscripts from St Petersburg

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Akshobhya

AKSHOBHYA

fonte:www.sangye.it

Akshobhya è il sovrano della famiglia Vajra che rappresenta la saggezza trascendentale profonda che tutto riflette chiaramente e senza giudizio critico. Egli ha vinto i veleni dell’aggressione e dell’odio.

Akshobhya, il cui nome Tibetano è MIKYUPA, siede in vajrasana, (la posizione del loto, che conferisce al meditante una fermezza adamantina) atteggiato nel gesto della testimonianza: tocca la terra, come fece Gautama Buddha, per invocare la terra ad essere testimone della verità delle sue parole. Questo gesto rappresenta la vittoria di Shakyamuni sui demoni di Mara (simboleggiante l’illusione e la morte).

 

Akshobhya è il Buddha supremo della saggezza speculare o riflessa in uno specchio, svela il concetto che ogni divinità non è altro che una proiezione di noi stessi e delle nostre mete ideali. Akshobhya trasforma il difetto mentale della rabbia nella chiarezza della saggezza riflessa in uno specchio. Con questa sapienza, noi vediamo le cose come sono, in modo imparziale e senza distorsione.
Uno specchio che riflette le cose così come sono. Lo specchio che ti mostra la realtà vera delle cose. Anche il colore blu di Akshobhya è strettamente legato al simbolismo dello specchio. Il blu è il colore delle acque, e l’acqua ha la capacità di agire come uno specchio chiaro.

Akshobhya è l’incarnazione della conoscenza come lo specchio. La conoscenza di ciò che è reale, e di ciò che è illusione (che è un mero
riflesso della realtà effettiva). Lo specchio è la mente stessa: chiara come il cielo, vuota e luminosa. È il bagliore che illumina le tenebre dell’ignoranza, che esprime nitidezza attraverso la confusione.
La famiglia Vajra, a cui appartiene Akshobhya, è associata con l’elemento acqua. È per questo che i due colori del Vajra sono blu o bianco.
Bianco luminoso come il sole che riflette l’acqua, e blu, come le profondità dell’oceano. Anche se la superficie del mare è agitata da onde
che si infrangono, le profondità rimangono inalterate, imperturbabili.
E anche se l’acqua può sembrare eterea e senza peso, in verità è molto pesante. L’acqua scorre nel luogo più basso e si deposita lì.
Scolpisce la roccia solida, ma con calma, senza violenza. Quando è gelata, il ghiaccio è duro, forte e chiaro come l’intelletto, ma per raggiungere il suo completo potenziale, deve essere anche fluida e flessibile come un fiume che scorre. Queste sono tutte le qualità essenziali di Akshobhya.
Molti esseri tantrici irati sono rappresentati di colore blu perché incarnano l’energia trasmutata di odio e di aggressione in saggezza ed illuminazione

Il mantra quotidiano del Buddha Akshobhya è questo (trovate il mantra in tibetano, poi solo la pronuncia del tibetano in italiano per chi lo volesse cantare e di seguito trovate anche il significato del mantra stesso):

NAMO RATNA TRAYAYA
OM KAMKANI KAMKANI
ROTSANI ROTSANI TROTANI TROTANI
TRASANI TRASANI TRATIHANA TRATIHANA
SARWA KARMA PARAM PARAM ME
SARWA SATO NENTSA SOHA

namo rana taiaia

om

gangane, gangane

rozane, rozane

suzane, suzane

trasane, trasane,

tratehana, tratehana

sarwa karma param para ne me

sarwa satu nanza soha.

“Fino a che lo spazio esisterà e fino a quando vi saranno esseri viventi,
fino ad allora possa io continuare a essere per vincere la miseria del mondo.”

 

Oggetti Virtuosi per la Meditazione

Il contenuto di questo post è stato copiato dal sito meditareamilano, ho trovato molto interessante sia il breve disorso introduttivo sulla meditazione che l’elenco degli oggetti di meditazione. Potete prenderli come ispirazione per le vostre sedute di meditazione. Le frasi in corsivo sono le mie.

Il primo stadio della meditazione è quello di interrompere le distrazioni e rendere la nostra mente più chiara e lucida.

Questo può essere raggiunto praticando una semplice meditazione sul respiro.

Scegliamo un posto quieto dove meditare e ci sediamo in una posizione comoda. Possiamo sederci nella classica posizione a gambe incrociate o in qualunque altra posizione che sia per noi confortevole. Se lo desideriamo, possiamo anche sederci su una sedia. La cosa più importante è tenere la nostra schiena diritta per evitare che la nostra mente si impigrisca o diventi sonnolenta.

Ci sediamo con i nostri occhi parzialmente chiusi e portiamo la nostra attenzione sul respiro. Respiriamo naturalmente, preferibilmente attraverso le narici, senza tentare di controllare il nostro respiro, e possiamo provare a diventare consapevoli delle sensazioni del respiro quando entra ed esce dalle narici. Questa sensazione diventa il nostro oggetto di meditazione. Dovremmo concentrarci su di essa escludendo tutto il resto.

All’inizio la nostra mente sarà molto indaffarata, e possiamo addirittura sperimentare la meditazione come un qualcosa che rende la nostra mente ancora più indaffarata. In realtà stiamo semplicemente diventando più consapevoli di quanto la nostra mente sia distratta dai suoi pensieri. Ci sarà una grande tentazione di seguire i diversi pensieri quando sorgono in noi, ma dovremmo resistere e rimanere focalizzati sulla sensazione del respiro.

Se scopriamo che la nostra mente ha vagabondato e sta inseguendo i nostri pensieri, dovremmo immediatamente riportarla al respiro. Dovremmo ripetere questo tante volte quante sono necessarie fino a che la mente non si stabilizza sul respiro.

I benefici della meditazione

Se noi pratichiamo pazientemente seguendo le istruzioni della precedente sezione, gradualmente i nostri pensieri distraenti si calmeranno e sperimenteremo un senso di pace interna e di profondo rilassamento.

La nostra mente si sentirà lucida e spaziosa e ci sentiremo rinfrescati. Quando il mare è in turbolenza i sedimenti vengono smossi e l’acqua diventa scura. Quando il vento cessa di soffiare la melma gradualmente si deposita nel fondo e l’acqua diventa limpida.

In un modo simile, quando il flusso incessante di pensieri distraenti viene calmato tramite la concentrazione sul respiro, la nostra mente diventa insolitamente lucida e chiara. Dovremmo rimanere in questo stato di calma mentale per un po’.

Anche se la meditazione sul respiro è solo una fase preliminare di meditazione, può essere abbastanza potente. Grazie a questa pratica possiamo vedere come sia possibile sperimentare pace e appagamento interiori semplicemente controllando la mente, senza dover dipendere da condizioni esterne.

Quando la turbolenza dei pensieri distraenti si calma e la nostra mente si tranquillizza, da dentro nascono una profonda felicità e un naturale appagamento. Questi sentimenti di appagamento e di benessere ci aiutano ad affrontare meglio le difficoltà della vita quotidiana.

Lo stress e la tensione che normalmente sperimentiamo provengono dalla nostra mente, e molti dei problemi che viviamo, compresa una cattiva salute, sono causati o aggravati da questo stress. Già facendo una meditazione sul respiro per dieci o quindici minuti al giorno possiamo ridurre questo stress.

Sperimenteremo un sentimento di calma e spaziosità nella mente, e molti dei nostri soliti problemi si dissolveranno. Le situazioni difficili saranno più facili da gestire, ci sentiremo umanamente calorosi e ben disposti verso le altre persone, e le nostre relazioni con gli altri gradualmente miglioreranno.

Quando i nostri pensieri si calmano e riusciamo a raggiungere un buon livello di attenzione possiamo focalizzare l’attenzione verso un oggetto di meditazione virtuoso in modo da analizzarlo analiticamente (meditazione analitica) in tutti i suoi aspetti, fissarne (meditazione stabilizzante) il contenuto nel nostro bagaglio di saggezza e guadagnare meriti.

1. La nostra preziosa vita umana
2. Morte e impermanenza
3. I pericoli della rinascita inferiore
4. Pratica del rifugio
5. Azioni e i loro effetti
6. Sviluppare la rinuncia per il samsara
7. Sviluppare equanimità
8. Riconoscere che tutti gli esseri sono nostre madri
9. Ricordare la benevolenza degli esseri viventi
10. Eguagliare sé e gli altri
11. Gli svantaggi dell’apprezzamento del sé
12. I vantaggi dell’apprezzare gli altri
13. Scambiare sé con gli altri
14. Grande compassione
15. Prendere
16. Amore che desidera
17. Dare
18. Bodhichitta
19. Dimora nella quiete
20. Vista superiore
21. Guida Spirituale

Lam Rim ChenMo

Ho letto in inglese e ho umilmente tradotto meglio che potevo questo bellissimo testo di Lama Tzong Kapa a proposito del cammino per raggiungere l’illuminazione, affinchè anche coloro che non conoscono bene l’inglese (come me del resto!) possano trarne beneficio. Dedico il mio lavoro agli innumerevoli Buddha passati, presenti e futuri.

I have read and I humbly translated into Italian language as best I could this beautiful text of Lama Tzong Kapa about the path to enlightenment, so that even those who do not know English well (like me after all!) Can benefit from it. I dedicate my work to the countless Buddhas of the past, present and future.

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Mantra di Vajrasattva

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Per purificarci dalle nostre negatività, cioè per neutralizzare il nostro karma negativo, è necessario l’intervento di un certo numero di forze o poteri diversi :
1. un sentimento di profondo e sincero pentimento e rimorso per l’azione negativa compiuta, da confessare al Buddha o al Shangha, cioè il riconoscimento di non aver agito secondo una giusta moralità e il dispiacere (il rammaricarsi) nel renderci conto degli effetti negativi di quell’azione;
2. l’applicazione di antidoti (o rimedi) per neutralizzare il karma negativo accumulato col corpo, con la parola e con la mente, cioè rispettivamente facendo prostrazioni, recitando sutra, preghiere e mantra, leggendo testi sacri (specialmente il Prajñõpõramitõ sutra), eseguendo (o facendo eseguire a nostre spese) pitture o statue sacre, stupa, atti d’offerta, meditando su bodhicitta, sul Rifugio e sulla Vacuità dell’azione negativa commessa, di chi l’ha compiuta e della vittima;
3. la rinuncia a compiere infuturo azioni negative, cioè la sincera determinazione (o proposito) di non agire mai più (o almeno per un certo periodo) in modo sbagliato ;
4. la presa di Rifugio e la generazione di Bodhicitta: cioè la fede nel Buddha, Dharma e Shangha (a cui ci si affida), rivolgendo sempre il pensiero all’Illuminazione per il beneficio degli esseri senzienti (bodhicitta).
Tra le varie pratiche di purificazione la migliore è la meditazione di Vajrasattva, che è la divinità che personifica il potere di tutti i buddha di purificare la nostra mente dagli ostacoli creati dal karma negativo (compresa la rottura dei voti tantrici).

Rito di purificazione delle azioni karmiche negative

1- Rilassarsi e concentrarsi sul respiro

2- Passare in rassegna tutte le azioni negative passate per le quali si chiede la purificazione

3- Visualizzare Guru Buddha inseparabile dalle altre divinità sacre

4- Chiedere a Guru Buddha di purificarci dalle azioni negative

5- Recitare la preghiera alla divinità

OM VAJRASATTVA SAMAYA
MANU PALAYA
VAJRASATTVA TENOPA
TISHTA DRIDHO ME BAWA
SUTO KAYO ME BAWA
SUPO KAYO ME BAWA
ANURAKTO ME BAWA
SARWA SIDDHI ME PRAYATSA
SARVA KARMA SUTSA ME
TSIT TAM SHRIYAM KURU HUNG
HA HA HA HA HO BHAGAVAN
SARWA TATHAGATA VAJRA MAME MUTSA
VAJRA BAWA MAHA SAMAYA SATTVA AH HUNG PHE

Il suo significato è il seguente :

«OM! Vajrasattva, mantieni la (tua) promessa!
Vajrasattva, che io sia sorretto da te !
Rimani fermamente con me,
sii soddisfatto di me,
sii compiaciuto di me,
sii amorevole con me !
Concedimi tutte le realizzazioni,
rendi positive le mie azioni,
rendi più chiara la (mia) mente, HUM!
HA HA HA HA HOÈ!
Benedetto, diamante di tutti i Tathagata, non abbandonarmi!
Natura adamantina,
Essere della grande promessa!
AH, HUM, PHAT!5»

OM = Simbolo degli indistruttibili corpo, parola e mente dei buddha, premesso all’intero mantra quale espressione di buon augurio.
Promessa = Promessa assunta nei confronti di tutti gli esseri senzienti quando Vajrasattva aveva fatto il voto di bodhicitta per diventare un buddha per il beneficio altrui.
HUM= Simbolo dell’indistruttibile mente dei buddha e quindi anche di quella di Vajrasattva.
HA HA HA HA HOÈ= Simboli dei 5 tipi della saggezza trascendentale : saggezza del Dharmadhõtu, simile allo specchio, discriminante, dell’uguaglianza, che tutto realizza.
TATHAGATA= “Tu che personifichi la natura adamantina di tutti i buddha”
AH= è il simbolo dell’indistruttibile parola dei buddha e quindi anche di quella di Vajrasattva.
PHAT= indica l’auspicio che ogni difetto mentale ed ogni negatività esterna vengano distrutti dalla natura adamantina.

6- Visualizzare che Guru Buddha accetta di purificarci

7- Visualizzare che Guru Buddha ci sta sempre vicino aiutandoci a non commettere più tali azioni negative

8- Dedica finale dei meriti accumulati per avere portato a termine il rito

Per altre preghiere e mantra visitare il sito www.kunpen.it