Meditazione dell’albero

Fonte originale :

http://zeninthecity.org/meditazione-dellalbero

Il metodo è abbastanza simile a quello della meditazione della montagna: ci identifichiamo con l’oggetto della meditazione, traendone insegnamenti per la nostra vita. Solo che qui l’albero non ce lo immaginiamo, ce l’abbiamo di fronte.1) Ecco come fare. Scegli un bell’albero, un albero che ti piace e col quale ti trovi bene e ti senti affine. Anche come età, che ti possa somigliare. Mettiti lì di fronte, in posizione seduta, da meditazione. E stattene lì a contemplarlo, per tutto il tempo che hai a disposizione. Magari puoi usare il telefonino come sveglia; così avrai ancora maggiore tranquillità, se il tuo tempo è limitato.
2) Dopo aver conquistato uno stato di sufficiente calma, grazie ad un’attenta concentrazione sulla tua respirazione, per qualche minuto, sarai in grado di osservare le qualità di questo essere vivente che ti fronteggia.
L’albero, innanzi tutto, è molto stabile. Grazie alle sue radici, invisibili ma molto estese, è saldamente ancorato alla terra. Ci sono ben poche cose che possono scuoterlo. E di muoverlo neanche se ne parla!
È legato alla terra da un intimo legame di reciproco scambio. L’albero, per mezzo di queste radici, accoglie tutto quello che la terra gli dà. Compresi gli scarti e il letame. Al tempo stesso, è continuamente in grado di restituirle ciò di cui la terra ha bisogno, per mezzo delle sue foglie che cadono.

Perciò, pur essendo intimamente connesso alla terra, l’albero è anche in grado di lasciare andare pienamente. Lo fa ogni autunno, perdendo tutte le sue foglie.

Con la sua imperturbabile calma, l’albero accoglie tutto, come si accolgono i doni. Il sole, la pioggia, il vento. Uccelli di tutti i tipi vi transitano sopra, senza alcun problema. Qualcuno, a volte, lo sceglie come nido.

L’albero si trasforma continuamente, secondo le stagioni, ma anche col tempo che passa. Cambia anche di parecchio il suo aspetto. Quello che vedi ora, è solo uno dei tanti suoi possibili aspetti. Irripetibile. E l’albero accetta pure le trasformazioni che avvengono attorno a lui. Si adatta alle circostanze.

3) D’ora in poi, continua ad osservarlo, senza pensare, ma cercando di eliminare ogni barriera tra te e l’albero. Dopotutto, mentre lo guardi, l’albero è nella tua mente e perciò non siete più due cose separate. Non desideri essere un po’ come lui, stabile e capace di accogliere, così come di lasciare andare?

4) Se ogni tanto tornerai a trovare questo stesso albero, avrà sempre cose nuove da insegnarti, nelle sue diverse vesti stagionali.

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About Davide

age 45, buddhist philosphy.

Posted on 02/02/2017, in Buddism and tagged , . Bookmark the permalink. Leave a comment.

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