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Ignoranza – etica, esterno – interno. La natura del sentiero

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L’ignoranza fa sorgere la manifestazione delle emozioni afflittive tipo il desiderio e la rabbia, e sulla base di queste emozioni commettiamo ogni sorta di azioni negative. Con l’addestramento all’etica impariamo a trattenerci dal manifestare esternamente i cattivi comportamenti. Questo tipo di disciplina ‘esterna’ ti tiene lontano dal commettere le dieci azioni negative (uccidere, rubare, condotta sessuale scorretta, mentire, duro discorso, pettegolezzi, parole usate per dividere, cupidigia, visioni errate e cattiva volontà). Bisogna addestrarsi all’etica mettendo in relazione empaticamente il dolore causato agli altri quando si commettono queste azioni negative. Comprendere come vi sentireste queando siete voi a subire le dieci azioni negative ( cosa che capita ogni giorno) vi aiuterà a capire che il dolore conseguente a quei comportamenti è del intollerabile. Il pensare e ripensare a questo vi aiuterà  naturalmente al volervi astenere dal non compiere più tali azioni negative e non sarete più nemmeno distratti dal pensare a compierli, vi terrete lontani dai desideri, dalle paure, dalla cupidigia … ecc. ecc. Si crea quindi uno stile di vita basato sull’etica che ti permette di sviluppare la meditazione concentrata, la quale aiuta appunto a sottomettere la manifestazione ‘interna’ delle emozioni negative quali rabbia e desiderio così come anche il torpore e l’eccitazione mentale. Questo tipo di mente concentrata crea il fondamento per essere abili a usare la saggezza per distruggere la vera radice del samsara: l’ignoranza stessa.

Le 10 azioni non virtuose & il Karma

Ho elaborato questo post prendendo spunto da questo sito , da questo altro e facendo un riassunto di un insegnamento video trovato su Youtube.
Lo dedico a tutti voi con il desiderio che vi possa essere di aiuto a capire la legge del Karma e il comportamento corretto da tenere per accumulare azioni meritorie.
Davide

Introduzione

Karma è una parola sanscrita che significa “azione”.
La fisica ci dice che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.
La legge del karma è appunto la legge di causa ed effetto: dall’azione è
inevitabilmente provocata una reazione, che è direttame proporzionale alla prima.
Le azioni (compiute col corpo, con la parola o con la mente) possono essere
buone o cattive. Dalle buone derivano conseguenze felici, da quelle cattive
provengono reazioni dolorose.
L’azione è la causa, poi quando si verificano le condizione darà i suoi risultati, in questa vita o in quella seguente, in stati di esistenza sempre diversi a seconda dei meriti o dei demeriti acquisiti (cioè, in qualità di uomini, di animali, deva, asura, esseri infernali o preta).
Ogni risultato sarà a sua volta come una causa che – maturando quando se ne verificano le condizioni darà luogo a un nuovo risultato. in altre parole è destinato a diventare causa, che contiene a sua volta il seme di un ulteriore divenire: così, la nostra attuale forma umana è un effetto del karma, effetto che ci permette di seguire una condotta virtuosa o non-virtuosa, cosicchè ogni individuo a sua volta crea di continuo il proprio karma buono o cattivo. Gli stessi esseri dunque non sono altro che anelli temporanei in una lunga concatenazione di cause ed effetti, nella quale nessun anello è indipendente dagli altri. Esempio: io oggi dò un pugno a uno (causa), in futuro a mia volta qualcuno lo da a me (effetto); in questo istante il mio Karma è maturato, ma quello che ha dato il pugno a me a sua volta ha creato una nuova causa. La stessa situazione che per me è un effetto x un altro è una causa.

Karma ed etica

La causalità karmica è lo sfondo teorico dell’etica Buddista. Tale concezione crea infatti rassegnazione (anziché ribellione) in chi soffre, in quanto lo rende consapevole del fatto che attraverso il proprio dolore egli sta espiando un debito anticamente contratto ; e induce chi è felice a continuare ad agire bene per meritare la propria stessa felicità.
Se la casa prende fuoco o la moglie si ammala, questi sono risultati del karma e devono essere accettati (“spirito di rassegnazione”) in quanto intrinsecamente giusti e quindi senza provare risentimento (che sarebbe inutile) ; ma allo stesso tempo ci si deve servire di quelle risorse che (anch’esse grazie al proprio karma) sono a portata di mano, come ad es. la presenza dell’acqua o del medico : trattenersi infatti dal compiere l’azione ragionevole e possibile di spegnere l’incendio o di chiamare il medico (“mancanza d’iniziativa”) vorrebbe dire basarsi su un risultato prematuramente giudicato in maniera pessimistica e quindi sforzare la dottrina del karma.
Poiché il karma è essenzialmente intenzione, la moralità è l’inizio della meditazione. Imparare a disciplinare la mente è così il punto di partenza del cammino spirituale.
I princìpi della moralità sono condensati in una lista di 10 azioni. Le 10 azioni immorali sono l’uccisione, il furto, la sessualità sconveniente (e queste sono le 3 azioni del corpo), la menzogna, l’offesa, la calunnia e il parlare a vanvera (e queste formano le 4 azioni della parola), la bramosia, la malevolenza e le opinioni errate (e queste costituiscono le 3 azioni della mente).
Le 10 azioni virtuose sono invece l’astensione da tutte quelle sopraindicate, più le appropriate sostituzioni positive.
Le ricompense karmiche si producono nel corso della stessa vita, in quella immediatamente successiva oppure in un più lontano futuro.

I vari tipi di karma

a) un primo tipo è il “karma proiettante” :
questo karma è la forza che ci spinge nei diversi stati di esistenza, cioè è l’unica
forza che determina il regno (umano, infernale, ecc.) in cui si rinascerà.
Questo karma può essere virtuoso o positivo o “bianco”, e allora è detto ‘merito’. Deriva dall’astenersi dalle 10 azioni negative che abbiamo visto e dal compiere le corrispondenti azioni opposte. Esso conduce alla rinascita nel regno dei deva (Dei), in quello degli Asura (semi-dei vittime di passioni; vivono nel mondo degli dei come gli animali in quello degli uomini) o in quello umano.
Il karma proiettante non-virtuoso o negativo o “nero” deriva invece dal commettere le 10 azioni nocive e conduce alla rinascita nel regno degli inferni, dei Preta (condannati a vivere in sembianze semi-umane inseguendo desideri basilari sempre inappagati. Vengono generalmente raffigurati con grandi ventri e bocche piccole, o con gole “sottili”, così da rappresentare la loro impossibilità di soddisfare la fame e la sete. Vengono descritti alternativamente come affamati, ma condannati a vedere trasformare il cibo, una volta posto in bocca, in tizzoni ardenti) o degli animali.
Infine il karma proiettante può essere invariabile o neutro : questo è il karma né virtuoso né non-virtuoso prodotto da azioni come lo scopare una stanza o il cucinare o come il fare l’elemosina senza avere l’intenzione di compiere un’azione virtuosa o il fare meditazione senza alcun buon movente. Esso conduce alla rinascita come deva.

b) il karma può poi essere completante:
Esso è la forza che (una volta che il karma proiettante ci ha fatto rinascere in un determinato regno) provoca la qualità degli esseri e delle loro condizioni di vita. Ad es., la condizione di un gatto che sia nutrito e trattato bene è il risultato di un karma proiettante cattivo (rinascita nel regno animale) e di un karma completante buono. La condizione invece di un uomo che soffra di continue malattie è dovuta al fatto che egli ha un karma proiettante buono e un karma completante cattivo.

Gli aspetti e i frutti (risultati) delle azioni

Ci sono 4 aspetti per ogni azione :
A) Base (l’oggetto necessario per il compiersi della azione),
B) Pensiero. E’suddiviso in due parti: 1- fattore mentale: pensare di compiere l’azione, pensiero che è sempre legato e spinto dai tre veleni principali (rabbia, attaccamento, ignoranza) e 2-motivazione;
C) applicazione (esecuzione dell’azione)
D) conclusione. così l’azione è completa.
Inoltre se ci rallegriamo o siamo soddisfatti di avere fatto una azione negativa si peggiora il karma accumulato. Se gioiamo per quello che è stato fatto da altri verso altri è come avere compiuto l’azione noi stessi.
Ci sono 4 tipi di risultati:
E) frutto di maturazione – luogo della rinascita
F) frutto (risultato) simile alla causa come esperienza – siamo vittima dello stesso tipo di azioni che abbiamo creato. Vittime del nostro stesso Karma.
G) frutto (risultato) simile alla causa come azione – tendenza a ripetere la azione nociva anche nella successiva rinascita.
H) frutto ambientale – condizioni del luogo della rinascita

L’effetto più pericoloso in tutte le azioni è quello “simile alla causa come azione”, ossia la propensione a ripetere le azioni che abbiamo già fatto in passato. Esse ci risultano sempre più facili, perché abbiamo familiarità in questo. E’ il risultato più pericoloso perché, pur non causando sofferenza immediata a chi compie l’azione, pone le basi per un aumento delle sofferenze future in quanto non riusciremo mai a liberarci dal ciclo delle rinascite e quindi dalla sofferenza.
Astenersi da tali azioni non virtuose, seguendo la legge di causa-effetto, porta alla tranquillità e alla concentrazione (a prescindere dal proprio credo religioso o filosofia personale).
Quando avremo compreso quali sono le azioni da non compiere e quale è il giusto comportamento morale da tenere è bene condividere queste esperienze e conoscenze, per il bene di tutti gli altri esseri.

Azioni non virtuose legate al corpo

Uccidere (o fare del male)

a) ci deve essere un essere vivente da uccidere o verso il quale fare del male, non può essere un oggetto inanimato (tipo un sasso)
b) fattore mentale: pensare di uccidere una persona per odio, rabbia o ignoranza (il fattore mentale preponderante qui è l’odio) Motivazione: desiderio di uccidere.
c) mentre si compie l’azione.
d) quando la persona muore.
e) Il colpevole di un’uccisione rinascerà di norma all’inferno
f) Corpo piccolo, gracile e soggetto a tante malattie, vita molto breve, possibilità di essere ucciso, o vedere uccisi dei familiari.
g) tendenza ad uccidere. Questo è il più grave frutto perché avendo ancora la tendenza ad uccidere saremo destinati per sempre a rinascite sempre peggiori.
h) luogo con scarsità di cibo, acqua e medicine inefficaci a curare le nostre malattie.

Inoltre:
se pago una persona per uccidere una terza è la stessa cosa, anche se non la compio materialmente, anzi è doppia.
se sono un generale che dico ad un soldato di andare in battaglia se il soldato uccide mille persone io accumulo 1000 volte più Karma negativo.
Anche la medicina per l’aborto va considerata una vera e propria uccisione.

Rubare

a) oggetto da rubare, qualcosa che appartiene a qualcun altro.
b) Fattore mentale: in preda all’avidità pensiamo di non potere fare a meno dell’oggetto e vogliamo appropriarcene Motivazione: desiderio di rubare
c) mentre rubiamo, l’atto del rubare
d) pensare “ho! adesso è mia” cioè soddisfazione
e) Un ladro rinascerà di solito tra i Preta.
f) essere derubati, poche risorse
g) tendenza a rubare
h) terra povera, pochi frutti, in condizioni di vita non agiate, poveri affamati e assetati

Inoltre: anche se non fai biglietto su autobus, se non restituisci qualcosa che ti hanno prestato è come rubare.

Condotta sessuale scorretta

a) L’oggetto sono altre persone ma anche momenti o luoghi impropri x un atto sessuale sono una condotta scorretta. Provare desiderio sessuale verso una donna o un uomo impegnato/a, una persona dell’altro sesso di età sproporzionata (scadendo in una condotta pedofila), pensare ad altra donna mentre fai l’amore con tua moglie o in un luogo sbagliato. L’unica via è l’organo genitale; usare altri orifizi sono condotta scorretta. Può esserci anche violenza se il veleno mentale principale è l’odio.
b) Fattore mentale: legato alla lussuria (bramosia/desiderio). Motivazione: desiderio di fare sesso
c) incontro tra organi sessuali
d) orgasmo
e) Di solito il colpevole rinascerà tra i Preta.
f) avere una moglie che ci tradisce, amici che ci tradiscono essere oggetto di attenzioni sessuali, essere usati
g) tendenza ad essere lussuriosi/ continuare a tenere una condotta scorretta
h) rinascita in un luogo con terra sporca e acqua sporca

Azioni non virtuose legate alla parola

Menzogna (mentire)

A) L’azione del mentire è legata ai nostri sensi ad esempio dire di avere visto/sentito/toccato/gustato qualcosa che non abbiamo visto/sentito/toccato/gustato, e viceversa. Per la mente conoscere quello che in realtà non conosciamo e viceversa l’oggetto è un altro essere umano perché egli può capire (se è un insetto non capisce) ed essere quindi ingannato
B) Fattore mentale: è legato sempre ai tre veleni rabbia, desiderio e ignoranza Motivazione: è il desiderio di prendere in giro una persona.
C) È l’atto di dire bugie o fare gesti (ad esempio con la testa)
D) Quando la persona ascolta la bugia si completa il Karma

Il Maestro chiede :”Se incontriamo una persona per strada che ne vuole uccidere una terza e sapete dov’è cosa fate dite la verità o una bugia?” Il maestro dice che non bisogna mentire perché non dobbiamo compiere una azione negativa per il nostro Karma, è una cosa che non riguarda noi. Il comportamento giusto da tenere è quello di distrarre il malintenzionato.

e) Di solito il bugiardo rinascerà come animale.
f) ci capiterà che nessuno ci crederà e non saremo credibili agli occhi degli altri
g) tendenza a dire ancora bugie
h) essere circondati da esseri che ci ingannano

Provocare Discordia (calunnia)

a) amici che separiamo con le nostre parole o nemici che fomentiamo ad essere ancora più distanti
b) Fattore mentale: pensare di volere creare discordia (mossi dall’odio/avversione) motivazione è il desiderio di creare discordia
c) non importa dire bugie o verità si può raggiungere lo scopo sia con una verità che con una bugia. Se sappiamo che dire una verità aumenta la discordia e non lo vogliamo dovremmo invece di mentire sarebbe meglio cercare di aiutare a superare la discordia.
d) quando le persone si dividono
e) Il calunniatore di norma rinascerà all’inferno.
f) esperienza di non avere molti amici o sul lavoro pochi collaboratori che non si fideranno di noi
g) continuare a seminare zizzania anche nella nuova vita
h) rinasceremo in un luogo instabile o scomodo dove non potere costruire una casa

Dire parole malevole (offendere)

Consiste di solito nell’offendere i sentimenti di un’altra persona: ad es., rinfacciandone i difetti. L’ingiuria può essere vera o falsa, giusta o ingiusta, diretta o indiretta. Vi rientra anche il sarcasmo e il prendere in giro con l’intenzione di offendere qualcuno. Usare un linguaggio aspro od offensivo non significa solamente adoperare parolacce, ma anche parole normali dicendole in un modo o in un momento che fanno male e feriscono

a) può essere uno qualsiasi degli esseri senzienti è l’oggetto della nostra azione
b) fattore mentale (mosso dall’odio/avversione) è l’intenzione di dire parole malevole, la motivazione è il desiderio di dire tali parole
c) applicazione: è il momento in cui si dicono le parole offensive
d) conclusione: è quando la persona a cui è diretta la parola la ascolta così si completa l’azione karmica. Se per esempio dico “il tempo è brutto non è una azione completa” perchè “il tempo non sente”
e) rinascite inferiori! Il colpevole rinascerà di regola all’inferno
f) saremo vittime della malevolenza delle altre persone
g) tendenza a dire parole offensive
h) posto inospitale

Parlare a vanvera, dire cose senza senso)

A) Oggetto del parlar vano è un’altra persona o semplicemente parlare di noi stessi
B) fattore mentale (contaminato dall’ignoranza) e la motivazione è il desiderio di parlare a vanvera di abbandonarsi consapevolmente a chiacchiere futili, sciocche
C) Il compimento dell’azione avviene quando si dà inizio a pettegolezzi
D) quando ho parlato e vengono ascoltate da altri
E) Di regola il colpevole rinascerà come animale.
F) Saremo vittime delle calunnie e chiacchiere delle altre persone
G) tendenza a continuare a parlare a vanvera
H) Luoghi con raccolto scarso

Azioni non virtuose legate alla mente:

Bramosia

E’ l’eccessivo attaccamento o desiderio smodato di possedere un oggetto
appartenente ad altri e l’intenzione di ottenerlo.

A) Esistenza di oggetti attraenti
B) L’intenzione dunque consiste nel nutrire desideri e speranze di possedere i beni altrui Il difetto mentale prevalente è l’avidità : che sorge, ad es., quando si entra in un supermercato, dove si vedono esposti oggetti attraenti.
C) L’esecuzione consiste nel progettare, cioè nello stabilire un piano per impadronirsi di quel bene.Questo bene può essere una cosa che già ci appartiene ma che noi vogliamo in misura migliore o maggiore (ad es., la ricchezza) per noi stessi o per la nostra famiglia; può appartenere ad altri (si tratta di bramare le cose o i meriti altrui) oppure può non appartenere ad alcuno, come un bel fiore o i pesci del mare, dei quali nessuno è proprietario.
D) L’azione negativa è completa appena i piani per impadronirsi dei beni sono pronti e non si prova alcun sentimento di vergogna difronte a noi stessi o alcuna paura di biasimo altrui.
E) Di solito il colpevole rinascerà tra i Preta.
F) Gli altri saranno invidiosi e brameranno per ciò che abbiamo
G) Continuare ad essere bramosi

Mente malevola (volere male agli altri)

Essa consiste in pensieri nocivi, cioè nell’intenzione di far del male a qualsiasi essere vivente o di danneggiare qualsiasi oggetto fisico, nel volere che gli altri stiano male. È’ una mente che ha una componente di bellicosità, un’attitudine malevola rispetto a un altro.

A) L’oggetto dell’azione è un essere diverso da se stessi.
B) Fattore mentale: avversione, odio, astio, antipatia, paura, rancore. Motivazione: nuocere o distruggere gli altri.
C) Pianificare una azione malevola, attuarla
D) L’atto è completo quando il fatto di nuocere o distruggere ci appare come una cosa giusta e ben fatta e non ci interessa più la benevolenza o la compassione.
E) Quando il colpevole rinascerà, di norma si troverà all’inferno
F) Saremo vittime della altrui malevolenza
G) Continuare a sviluppare intenzioni maligne

Visione errata (negare la vacuità, l’interdipendenza, il Buddha, ecc. ecc.)

Consiste nel sostenere uno o più punti di vista erronei, cioè contrari al Dharma, e nel rifiutarsi ostinatamente di abbandonarli. Visione errata è sostenere la realtà di qualcosa che non esiste e la non esistenza di qualcosa che esiste. E’ visione errata negare cose che esistono, come la legge di causa-effetto (dell’effetto del karma), l’esistenza di un ciclo di rinascite, le 4 nobili verità. È diversa dalla mente di dubbio.

A) Esistenza del Dharma, del Buddha, della legge del Karma
B) Fattore mentale:ignoranza motivazione: un’opposizione cosciente – ad es. alla legge di causa ed effetto, ritenendo che non esiste alcun atto buono o cattivo e che nessuno di essi porta ad alcuna conseguenza karmica.
C) negare ripetutamente che atti buoni e cattivi arrechino risultati rispettivamente positivi e negativi, e quindi è la negazione del karma e perciò dell’esistenza delle vite passate oppure negare che si possa raggiungere l’illuminazione
D) Quando si è convinti della non-esistenza sia del bene sia del male insieme con la non-esistenza dei loro frutti e si è quindi completamente immersi nelle opinioni errate senza avere alcuna opinione retta che le contrasti, vi è il completamento dell’azione negativa.
E) Rinascita come animale
F) Saremo vittime della nostra stessa ignoranza
G) perseverare a rimanere nell’ignoranza senza comprendere la Dottrina