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Dharma – lettura dal sito samtencholing.eu

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Buona lettura, davide

Vacuità, risultati dipendenti e Via di mezzo

I fenomeni sono vacui e privi di una esistenza intrinseca e indipendente perché:

– originano in dipendenza delle cause
– dipendono dalle parti da cui sono costituiti. Non è possibile trovare il fenomeno stesso in nessuna delle delle sue parti prese singolarmente, così come il fenomeno non è nemmeno la somma delle sue parti, infatti si dice che
– dipendono dal concetto che li designa con un nome

Bisogna comprendere che la vacuità di esistenza intrinseca significa risultati dipendenti, NON che le cose non esistono in senso assoluto e quindi staremo distanti dal la concezione nichilista.
Allo stesso modo quando comprendiamo le cose nascono in dipendenza delle cause, NON hanno esistenza indipendente e quindi staremo distanti anche dal concetto di permanenza assoluta.

Ecco perché si conclude che la vacuità, i risultati indipendenti e la “Via di mezzo” hanno tutti lo stesso significato.

Tratto da “La via della liberazione”, Sua Santità il XIV Dalai Lama, 2009

La Via di Mezzo

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La via di mezzo non è essere imparziali o rimanere in una posizione centrale, e nemmeno essere sempre moderati, come alcuni erroneamente potrebbero pensare solo sulla base del mero significato delle parole: “uno che percorre la via di mezzo è una persona che non sta mai di né di qua né di lá, cerca di accontentare tutti, non prende mai posizioni forti, ecc.ecc.”.
La mente umana è abituata ad ‘etichettare’ oggetti, persone o situazioni attraverso l’uso di aggettivi che hanno una natura dualistica e cioè che sono l’uno l’opposto dell’altro, come ad esempio: belli-brutti, buoni-cattivi, piacevoli-spiacevoli, ecc ecc.
Aggrapparsi all’idea di descrivere un fenomeno con un unico aggettivo e fare una sorta di discriminazione in base ad una relativa dualità crea una falsa percezione della reatà che porta sofferenza.
Il Buddhismo afferma che tutti i fenomeni che ci circondano sono soggetti ad una continua trasformazione. Se ne deduce che
per porre fine al modo ostinato di pensare alla realtà in termini dualistici occore arrivare a realizzare che tutti i fenomeni, essendo appunto sempre in continua trasformazione, non possono essere definiti da uno solo di due aggettivi opposti, ma contemporaneamente da tutti e due.
La vera natura della via di mezzo è uno stato in cui i concetti dualistici sono fusi l’uno nell’altro, bello si trasforma in brutto e viceversa, e così anche buono in cattivo, piacevole in spiacevole ecc. ecc., in questo modo ci troveremo a vivere una realtà libera dal dualismo, criticismo, sofferenza e insoddisfazione.
Davide.