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L’attaccamento al sé

La radice che è alla base delle afflizioni mentali è l’egoismo che è l’attaccamento al sé. L’attaccamento al sé è pericolosamente negativo. Ad esempio pensiamo che se si fanno delle azioni meritorie ma il fine per cui le si fanno è solo per avere un tornaconto personale, un vantaggio per se stessi, anche se le azioni potrebbero produrre un buon Karma, ad ogni modo non sarebbero la via della liberazione dalla sofferenza (in quanto si rimane contaminati dall’attaccamento al sé), non è la via che ci ha mostrato il Buddha. Quanto abbiamo appena visto è alla base della distinzione tra le scuole di buddismo Hinayana e Mahayana: i primi desiderano la liberazione solo per se stessi, mentre i secondi la desiderano per il bene di tutti gli esseri senzienti.
Un detto tibetano afferma che l’attaccamento al se è la porta che conduce alle rinascite inferiori e quindi alla Grande sofferenza.
Se non si fa una analisi di questo atteggiamento egoistico che porta la nostra mente a considerare la propria persona come la più importante tra tutte, quella che viene per prima, quella che bisogna soddisfare anche a discapito degli altri, e non riusciamo a comprendere che è proprio questo attaccamento al sé il vero nemico da sradicare, allora non ci sarà per noi la possibilità di trovare beneficio attraverso nessuna delle pratiche di realizzazione.
A questo proposito si narra la storia di una donna alla quale morirono tre figli, che per questo motivo impazzì ma che poi guarì. Una volta guarita essa partorì altri 30 figli capaci di doti eccezionali e che furono notate dal sovrano del paese in cui abitava la donna, il quale li prese in simpatia. Questo creò gelosia nel primo ministro che aveva un figlio solo; egli notava che il re aveva più in grazia questi 30 ragazzi che il suo figlio. Decise allora di escogitare un metodo per ucciderli e inventò che questi volevano usurpare il trono del sovrano, che volevano addirittura ucciderlo, facendo arrivare la falsa voce al re. Questi per tutta risposta uccise i 30 ragazzi e fece arrivare i corpi alla madre. La donna non ebbe la reazione che aveva avuto tempo prima e non se la prese a male. I suoi parenti gli chiesero come mai se prima erano morti solo tre figli ed era impazzita adesso invece non dimostrava nessun segno di rabbia. La donna rispose che prima non conosceva la vera natura dei fenomeni, la legge di causa effetto e della rinascita, ma siccome adesso la conosce non prova dolore.
La causa che fa operare il ministro é l’attaccamento al sé e al figlio, nello specifico del destino del proprio figlio. Egli ha creato un enorme karma negativo per la uccisione dei trenta ragazzi. Anche il re che non aveva preso in considerazione altri motivi per quello che gli era stato riferito, egli si era preoccupato solo della sua morte (ancora attaccamento al sé) e pertanto ha deciso di non correre rischi eliminando i ragazzi e creando per sé Karma negativo. Abbiamo visto un esempio che ci fa capire come l’attaccamento al sé sia un potente nemico che porta gli esseri alle rinascite inferiori e a provare immane sofferenza.
La cosa da fare per sradicare l’attaccamento al sé è comprendere la vera realtà dei fenomeni; è questa comprensione che permette di fare maturare le nostre virtù. È importante dare valore a tutti gli altri esseri è questo atteggiamento altruistico che ci permette di sviluppare le nostre virtù. Viene riportato l’esempio del Buddha che in una delle sue vite precedenti, essendo rinato nel regno degli inferi si trovava a dovere portare un peso enorme sulle spalle. Accanto a sé c’era un altro essere col corpo minuto che faceva fatica a portare il suo peso e il Buddha desiderò liberarlo da questo facendosene carico lui stesso che era il più forte dei due. Ecco l’altruismo del Buddha. Grazie a questa azione rivolta verso un essere che condivideva le sue stesse sofferenze il Buddha si liberò dall’esistenza negli inferi guadagnando una rinascita in un livello migliore.
È molto importante avere una mente con atteggiamento altruistico ed evitare azioni malevole verso,le altre persone. Mente altruistica significa avere cari gli altri esseri senzienti allo stesso modo di una madre che prova compassione per un figlio malato, che desidererebbe provare lei stessa quella sofferenza pur di toglierla al figlio. L’atteggiamento è pensare che fare del male agli altri è una azione estremamente negativa. Quando un essere realizzato vede un altro essere che soffre ne prova la stessa sofferenza, prova compassione per lui, desidera che l’altro non debba più soffrire sviluppando l’atteggiamento altruistico. Proprio come abbiamo visto prima il Buddha comportarsi negli inferi.
Per aiutare lo sviluppo della mente altruistica proviamo a considerare ogni essere senziente come un Essere realizzato. Se si compie una azione negativa verso uno qualsiasi degli esseri senzienti è come rivolgerla verso il Buddha stesso, così come fare una azione meritoria verso chicchessia è come farla al Buddha stesso.
Per eliminare l’attaccamento al sé e a sviluppare una atteggiamento altruistico è di sicuro beneficio la pratica della meditazione del dare e dell’avere. La base di questa meditazione è appunto un atteggiamento altruistico nei confronti di tutti gli esseri, dobbiamo pensare che la cosa che ci è più cara al mondo è il bene di tutti gli altri esseri senzienti. Durante l’inspirazione immaginiamo un fumo nero, che rappresenta il dolore di tutti gli esseri senzienti, entrare dentro di noi e che tutto questo dolore preso vada ad intaccare il nostro attaccamento al sé, a sradicare le radici delle nostre sofferenze. Durante l’espirazione immaginiamo che tutte le azioni meritorie che abbiamo compiuto in questa vita e anche in quelle passate diventino come una luce bianca che raggiunge tutti gli esseri senzienti affinché essi possano godere i frutti di queste azioni meritorie.
La meditazione del dare e dell’avere consiste quindi di nell’immaginare questo scambio prendendo il dolore di tutti gli esseri e dando a loro stessi le nostre azioni meritorie.

Attaccamento

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L’attaccamento è la dipendenza emotiva che diamo alle cose e alle persone. In altre parole è una elaborazione della nostra mente che cerca una maniera di sopravvivere agli eventi ed è intessuta alle cose alle quali diamo importanza ed alle persone che ci sono care.