Blog Archives

Resumè del buddhista laico

le quattro nobili verità

1 c’è la sofferenza
2 c’è la causa della sofferenza
3 c’è la cessazione della sofferenza
4 c’è il sentiero per la liberazione dalla sofferenza


ottuplice sentiero

Saggezza (pañña)
1 Retta Comprensione (samma ditthi)
2 Retta Aspirazione (samma sankappa)
Moralità (sila)
3 Retta Parola (samma vaca)
4 Retta Azione (samma kammanta)
5 Retti Mezzi di Sostentamento (samma ajiva)
Concentrazione (samadhi)
6 Retto Sforzo (samma vayama)
7 Retta Consapevolezza (samma sati)
8 Retta Concentrazione (samma samadhi)


i dodici anelli dell’interdipendenza

1-Ignoranza
2-Karma/volizioni/azioni/formazioni karmiche
3-Coscienza
4-Nome e forma/organismo psico-fisico
5-Percezioni
6-Contatto
7-Sensazioni
8-Desiderio
9-Attaccamento/brama
10-Divenire/esistenza
11-Rinascita
12-Morte

Un altro modo di schematizzare il processo dell’originazione interdipendente é questo:vita precedente 1,2,3,8,9,10 vita attuale 11,4,5,6,7,12


i tre veleni mentali principali

1 ignoranza
2 odio
3 attaccamento


le otto preoccupazioni mondane

1 Essere compiaciuti per i guadagni
2 Essere dispiaciuti per le perdite
3 Essere compiaciuti quando sperimentiamo piacere
4 Essere dispiaciuti quando sperimentiamo sofferenza
5 Essere compiaciuti per la buona reputazione
6 Essere dispiaciuti per la cattiva reputazione
7 Essere compiaciuti quando riceviamo lodi
8 Essere dispiaciuti quando riceviamo critiche


le dieci azioni non virtuose e i loro antidoti

del corpo
1 Uccidere/essere gentile e compassionevole verso tutti gli esseri viventi
2 rubare/onestà
3 cattiva condotta sessuale/celibato(fedeltà partner)
della parola
4 menzogna/sincerità
5 linguaggio aspro/gentilezza
6 dividere/Concordia
7 Spettegolare/Dire ciò che è buono
della mente
8 brama/non desiderare la ricchezza e la proprietà di altrui
9 malevolenza/Senza cattiveria
10 Errata comprensione/Retta comprensione:


le sei perfezioni (paramita)

1 generosità
2 etica
3 pazienza
4 perseveranza
5 concentrazione
6 saggezza (di comprendere la vacuità e l’interdipendenza)


le quattro caratteristiche del karma

1 una volta che una azione è stata commessa se ne sperimenteranno sicuramente i risultati
2 moltiplica la sua potenza col passare del tempo
3 non si sperimentano effetti karmici di una azione non commessa da noi
4 non si estingue mai ( a meno di non purificarlo se è negativo)


I sette fattori del risveglio

1 Consapevolezza
2 Raccoglimento (esame dei fenomeni)
3 Forza
4 Serenità gioiosa
5 Calma
6 Concentrazione
7 Equanimità


Otto versi x addestrare la mente

1 considerare tutti gli esserei viventi estremamente importanti
2 quando sono insieme agli altri devo considerarli superiori a me
3 imparare a scorgere nella mia mente il sorgere di emozioni che possono danneggiare gli altri e placarle
4 amare esseri maligni e coloro che sono oppressi da forti emozioni negative come prezioso tesoro
5 quando mi si rivolgono insulti calunnie o abusi cedere a coloro che me le rivolgono la vittoria
6 considerare colui al quale abbiamo fatto del bene e che ora ci danneggia come mia preziosa guida spirituale
7 offrire a tutti il mio aiuto e rispettosamente prendere su di me le loro sofferenze
8 comprendendo l’illusorietà dei fenomeni possa essere libero dall’attaccamento.


I cinque precetti buddisti per i laici

1 Astenersi dall’uccidere, dal far del male o molestare gli altri esseri viventi (animali e insetti compresi), e dal danneggiare le altrui proprietà
2 Astenersi dal rubare e dal prendere il non dato
3 Astenersi da una condotta sessuale moralmente irresponsabile, tradire il proprio partner, guardare gli altri con pensieri libidinosi
4 Astenersi dal mentire, dall’offesa, dai pettegolezzi e dalle calunnie; evitare il più possibile un giudizio superficiale sulle altre persone
5 Astenersi dall’uso di sostanze inebrianti come l’alcool o droghe che impedirebbero la


i quattro sigilli della visione

1 tutti i fenomeni composti sono impermanenti,
2 tutto ciò che è impuro ( ad es. gli aggregati e il corpo, sorti come risultato delle afflizioni mentali e karma) sono nella natura della sofferenza,
3 tutti i fenomeni sono vacui, privi di una esistenza intrinseca (non hanno identità propria, non esistono in senso assoluto, di per se, no sono indipendenti da ogni altra cosa)
4 aldilà della sofferenza c’è la pace (comprendendo la visione di vacuità e l’eliminazione della concezione dell’aggrapparsi al sé)


I cinque dyanhi Buddha

1 Buddha Vairochana insegnamento – pone fine alla visione dualistica (io e gli aggregati, io e gli altri, io e i fenomeni)
2 Buddha Akshobhya indistruttibilmente sereno – incrollabile fiducia che ci si può liberare dal samsara
3 Buddha Ratnasambhava budda della generositá – realizza tutti i voti
4 Buddha Amitabha buddha della compassione – desiderare che gli altri si liberino dalla sofferenza
5 Buddha Amoghasiddhi buddha della saggezza – unica sua preoccupazione é aiutare gli altri


Le cinque illusioni che non sono visioni (illusioni principali/ostacoli)1 Ignoranza
2 Avversione/odio/accidia
3 Attaccamento/desiderio/brama
4 Orgoglio/superbia
5 Il dubbio
e le altre cinque illusioni che sono visioni (dovute all’ignoranza dell’individuo)
6. Errata visione del sé (considerare il sé come fenomeno indipendente e immutabile)
7. Visione estrema passata e futura (non si crede alle vite passate e future)
8. Errata visione delle 10 azioni non virtuose
9. Considerare la propria visione come la migliore
10. Errata visione del comportamento etico

Advertisements

I 5 fattori mentali onnipresenti

di Lama Michel Rinpoce

https://www.youtube.com/watch?v=s2DotsyxpMg&t=16s

Tutto quello che leggete è quello che penso di avere capito dall’ascolto dell’insegnamento, messo nero su bianco per tornare a riflettere su alcuni punti senza avere il bisogno di ri-ascoltare l’intero video.

Davide

La mente non si spegne mai, ha sempre un oggetto di percezione. La mente collega il mondo esterno con quello interno, percepisce quello che arriva dai 6 sensi: i 5 sensi più la mente (mente di tipo cognitivo: ad esempio un ricordo è un oggetto di percezione cognitivo, non ne entro in contatto ma esiste nella mente).

La percezione diretta riguarda i 5 sensi, è ciò con cui entro in contatto. La cognizione inferenziale è quando credo di percepire l’oggetto ma quello che io percepisco in realtà è l’immagine mentale che io mi sono creato dentro di me. E’ una percezione mentale basata sul ragionamento inferenziale  in cui si arriva a una conclusione sulla base di altri oggetti (se vedo il fumo dietro la montagna so che a valle c’è anche un fuoco. Non vedo il fuoco, ma so che c’è ). Questo va così perché questo è così. Noi normalmente non siamo in grado di discriminare l’immagine mentale dall’oggetto stesso, crediamo che l’oggetto a cui penso sia così ma se poi la mia aspettativa non viene soddisfatta posso rimanerci male oppure piacevolmente sorpreso ( es: se io penso al letto mi immagino il letto ma se quando torno a casa il letto è andato a fuoco e mi si propone un altro letto l’immagine mentale che io mi sono fatto viene a mancare, anche se io comunque sempre in un letto andrò a dormire).

La natura della mente:

Mente primaria è quella parte di mente che percepisce i sensi e che a sua volta è costituita dai fattori mentali; essi sono aspetti della mente che hanno delle particolarità e che tutti insieme vanno a costituire la mente primaria. Un pensiero è sempre suddivisibile in vari aspetti che formano la mente. (per approfondire: insegnamento Buddha abidharma sui 51 fattori mentali).

I fattori mentali sono 51 divisi in 5 fattori mentali onnipresenti, 5 fattori mentali determinanti, 11 fattori mentali positivi,6 fattori mentali negativi radice, 20 fattori mentali negativi secondari e 4 fattori mentali variabili.

Non esiste nessun pensiero che non sia composto almeno dai 5 fattori mentali onnipresenti, poi possono essercene di più ma questi 5 ci sono sempre. I 5 fattori mentali sono: sensazione, discernimento, intenzione, attenzione e contatto. Essi sono sempre simultanei ma tra un pensiero e l’altro si relazionano.

Adesso li presentiamo come se ci fosse una relazione di causa ed effetto temporale tra l’uno e l’altro:

Contatto: è la base di tutto insieme di oggetto di percezione sensoriale + potere sensoriale + coscienza sensoriale. Ad esempio, forma (vista), occhi e parte della mente che li gestisce. Dal contatto nasce la

Sensazione: piacevole, spiacevole, neutra. E’ la base attraverso la quale sperimentiamo il mondo, è la base di giudizio (ad esempio una vacanza è andata bene se ci è piaciuta e non avremo mai voluto che finisse).

Discernimento: quando entro in contatto con qualcosa gli diamo un nome.

Intenzione: cosa voglio fare davanti a quell’oggetto di percezione? È la reazione: attrazione, avversione, indifferenza. È la base di tutte le azioni, è il karma, è il mio direzionarsi davanti ad una percezione, quello che mi spinge verso l’oggetto.

Attenzione: come fare per ottenere quello che voglio. L’intenzione è generica, la attenzione è specifica: dopo che sono entrato in contatto, che ho una sensazione, gli ho dato un nome e ho sviluppato una intenzione la attenzione è trovare il modo con il quale interagire in base ai 4 fattori precedenti.

Tutti i momenti abbiamo questi 5 fattori mentali. I pensieri sono tutti collegati, il pensiero di adesso si collega con quello dopo perciò ad esempio l’intenzione che ho adesso influenzerà la mia intenzione di dopo.

Noi spesso viviamo come se fossimo il risultato del mondo che ci circonda, ad esempio quando sono felice c’è qualcosa intorno a noi che ci fa sentire felice e lo stesso quando qualcuno sta male. Vogliamo sapere perché qualcuno sta male e quello che poi facciamo è cercare la soluzione mettendo a posto il mondo attorno a noi. Cercare di eliminare la sofferenza mettendo a posto il mondo attorno a noi è come tentare di svuotare l’oceano con un bicchiere versandone il contenuto dietro di noi. La realtà non esiste solo fuori, è direttamente collegata alla nostra mente, non possiamo percepire nulla indipendentemente dalla nostra mente. La percezione della realtà è diversa in ogni individuo (o in ogni mente). Un suono percepito non è uguale per tutti, perché sono diversi i fattori mentali. Allora bisogna chiedersi: siamo il risultato del mondo che ci circonda o siamo interdipendenti da quello che ci circonda? Siamo interdipendenti! La realtà esterna non esiste indipendentemente dalla realtà interna in ciascuno di noi. Ognuno di noi percepisce la realtà in modo diverso, ci sono delle minime differenze ma le realtà sono diverse per ciascuno di noi.

La libertà di scegliere la nostra vita:

Dove abbiamo la libertà all’interno dei 5 fattori mentali? Nel reagire, quindi nell’intenzione: anche se qualcosa magari mi piace, posso sempre scegliere se farmi attrarre oppure no. Possiamo direzionare la nostra intenzione, la nostra mente: dopo la direzione che voglio prendere c’è la azione, la parola. Quando siamo davanti ad un oggetto la nostra attitudine è quella di agire in base a come siamo abituati: davanti ad una cosa piacevole il comportamento naturale è sviluppare attaccamento: siccome mi piace ne voglio di più. Se qualcosa per esempio mi piace.Invece potrei provare gratitudine, ri-gioire per le cose belle. Abbiamo la possibilità di direzionare la mente! All’inizio è una cosa che può sembrare molto artificiale ma poi pian piano viene naturale. Quando siamo davanti a una situazione ho un primo impulso ma devo chiedermi se posso agire in modo diverso. Il modo con cui vedo può non essere sbagliato, comunque non è l’unico modo. La domanda non è qual è il modo giusto di vedere ma vedere cosa mi conviene di più. Se vedo una persona violenta posso generare nell’immediato avversione e rabbia, ma se ci penso bene è meglio provare compassione. Dobbiamo creare interdipendenza positiva. Il potere della mia azione dipende dalla mia intenzione, motivazione.

Dove abbiamo la libertà all’interno dei 5 fattori mentali?  Anche nel discernimento! Il potere mentale del discernimento è potere scegliere, quando vediamo che stiamo dando un nome e che ci stiamo relazionando con qualcosa chiediamoci sempre se abbiamo diverse possibilità. Esempio della campana usata come bicchiere: io ho una immagine mentale della campana e vediamo qualcuno che la usa per bere dell’acqua. Noi la vediamo come bicchiere o come campana usata come bicchiere? Pensiamo:  va quello che pirla, usa la campana per bere! Noi la vediamo come campana, perché per noi il nome campana è relativo ad un oggetto con determinate caratteristiche. Ma che cosa fa la differenza tra campana o bicchiere? E’ il nome che io attribuisco! E’ il valore che noi diamo all’oggetto, per esempio potrei benissimo usare la campana come bicchiere, in base al valore che io attribuisco. E’ difficile perchè normalmente non siamo consapevoli di tutto questo.  Dipende tutto dal modo con cui io vado a relazionarmi, interdipendente con la nostra mente. La realtà esiste ma non esiste in maniera indipendente dal modo con cui io stesso la vedo. Che non vuol dire che il modo in cui la vedo sia sbagliato, ma non è l’unico modo giusto, devo vedere quello che mi fa più bene, a me e a chi mi sta intorno. Ecco perché il potere del discernimento è importante: così pian piano vediamo che noi non siamo il risultato del mondo che ci circonda, ma siamo anche noi che interagiamo per creare questo mondo.

Spesso siamo abituati a vivere come le foglie al vento, sono così perché è successo questo, o mi comporto così perché è successo quell’altro, ma in realtà noi possiamo scegliere la nostra vita! Non abbiamo la possibilità di scegliere quello che accade ma abbiamo la libertà del modo in cui vivere quello che accade, la reazione, la direzione da prendere, in questo modo dopo l’intenzione segue la azione e poi sorgeranno i risultati: ecco il senso dello scegliere la nostra vita: se scelgo quello che fa bene a me e agli altri cambio anche la mia vita. Il risultato è una vita migliore. Imparare gradualmente ad agire invece di reagire.

I tempi della comprensione sono diversi dai tempi della realizzazione interiore:  non basta comprendere, bisogna agire: la nostra mente agisce in base all’esperienza, non alla comprensione. Capire che arrabbiarsi fa male non basta: cosa fare dunque? Davanti all’oggetto di rabbia fare lo sforzo di agire in modo diverso. All’inizio farò uno sforzo enorme, ma poi più mi comporto in una maniera che fa bene  a me e agli altri più verrà naturale comportarmi così.

Cercare di capire come quando qualcosa ci appare come permanente e noi ci aggrappiamo ad essa questo ci causi sofferenza. La realtà e gli oggetti sono impermanenti, se mi sforzo di capirlo allora smetto di soffrire e accetto quella cosa. Devo generare la non avversione davanti all’oggetto di rabbia, e non basta capirlo bisogna sentirlo nella esperienza che facciamo. All’inizio la persona violenta mi fa arrabbiare, poi mi diventa indifferente, poi sviluppo compassione e alla fine genero amore.  Il concetto, la comprensione aiuta a indurre un sentimento, ma ciò con cui devo familiarizzare non è il concetto, ma l’esperienza del sentimento, perché la mente agisce in base all’esperienza.

8 versi per addestrare la mente

Con la determinazione di compiere il supremo benessere di tutti gli esseri senzienti,
che supera anche il gioiello appagatore,
imparerò a considerare tutti loro estremamente importanti.

Ogni volta che frequenterò gli altri,
imparerò a pensare a me stesso come al più infimo tra tutti
e rispettosamente considererò gli altri superiori
dal profondo del mio cuore.

In tutte le azioni imparerò a cercare nella mia mente
e, appena emerge un’emozione perturbatrice
che può danneggiare me e gli altri,
mi impegnerò ad affrontarla e vincerla.

Imparerò ad amare gli esseri maligni
e quelli che sono oppressi da forti azioni negative e da sofferenze,
come se avessi trovato un prezioso
tesoro difficile da trovare.

Quando gli altri, spinti dall’invidia, mi trattano male
con abusi, calunnie e cose simili,
imparerò a prendere su di me tutte le sconfitte
e a offrire loro la vittoria.

Quando colui al quale avevo recato beneficio con grande speranza
mi ferisce con cattiveria, senza ragione,
imparerò a vedere questa persona
come un eccellente guida spirituale.

In breve, imparerò a offrire a tutti, senza eccezione
direttamente e indirettamente, tutto l’aiuto e la felicità
e rispettosamente prenderò su di me
tutti i guai e le sofferenze delle mie madri.

Imparerò a mantenere tutte queste pratiche
incontaminate dagli otto interessi mondani
e, attraverso la comprensione dell’illusorietà dei fenomeni,
possa essere liberato dal sentimento di attaccamento.

%d bloggers like this: